Israel – Premier Tech, il presidente UCI David Lappartient: “Escluderla sarebbe contro i valori olimpici”

La presenza della Israel – Premier Tech alle corse continua a tenere banco nel mondo del ciclismo. I blitz dei manifestanti ProPal hanno sicuramente modificato lo svolgimento della Vuelta a España, dove diverse tappe sono state accorciate e l’ultima frazione, con il classico arrivo a Madrid, è stata annullata. Adesso la situazione della formazione israeliana potrebbe influenzare anche il finale di stagione: di recente, la città di Bologna ha manifestato la propria volontà di escluderla dal Giro dell’Emilia 2025, in programma sabato 5 ottobre. L’organizzazione, dal canto suo, ha passato la palla all’UCI, spiegando di non poter prendere una decisione del genere di sua spontanea volontà. E la posizione dell’UCI rimane, almeno per il momento, la stessa: la Israel – Premier Tech ha tutto il diritto di correre.

A spiegare la situazione è stato il presidente dell’UCI David Lappartient, che in un’intervista a Wielerflits ha dichiarato: “Si tratta di un caso diverso da quello della Russia e della Gazprom RusVelo. Le sanzioni contro la Russia non sono state imposte semplicemente perché era un Paese in guerra. Se questo fosse lo standard, molti altri paesi verrebbero puniti oggi. L’invasione russa dell’Ucraina è avvenuta durante la Tregua Olimpica, una risoluzione approvata all’unanimità dalle Nazioni Unite. All’epoca, noi dell’UCI la consideravamo una violazione di quel cessate il fuoco. Ecco perché sono state imposte le sanzioni. Ovviamente la gente oggi dice che la Russia viene sanzionata e altri Paesi no, ma a livello di legislazione internazionale c’è una differenza tra i vari casi”.

Almeno per il momento, quindi, David Lappartient non prende in considerazione la possibilità dell’esclusione della Israel – Premier Tech: “Dobbiamo assicurarci che le squadre non subiscano pressioni di nessun tipo per diffondere un determinato messaggio. Il governo spagnolo voleva che escludessimo la Israel – Premier Tech dalla Vuelta, ma su quale base giuridica avremmo potuto farlo? Per di più, sarebbe contrario ai valori olimpici. Se oggi escludi una squadra per motivi politici, domani dovrai farlo con un’altra. E così non ci sarà una fine”.

Fatte queste premesse, Lappartient spiega di aver già avuto delle conversazioni con il general manager della Israel – Premier Tech: “Parlerò ancora con Sylvan Adams. Penso che sia importante pensare alle soluzioni per il prossimo anno. Dobbiamo essere realisti: ci sono dei problemi, almeno per quanto riguarda le corse in Spagna. Ho già parlato con lui durante la Vuelta, ho suggerito di togliere la scritta Israel dalla maglia. So che anche gli stessi corridori avevano fatto questa proposta per ridurre la pressione. Gliene parlerò”. Insomma, non sarà l’UCI a escludere la Israel – Premier Tech dalle corse.

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